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Attività sociali

Le nostre attività scaturiscono dal desiderio di ritrovarci, scambiare idee ed esperienze per aumentare il nostro bagaglio di conoscenze oplologiche e per questo l'Associazione organizza incontri, seminari e giornate di studio, visite guidate ed altre iniziative sulle quali ci prefiggiamo di mantenere informati i propri Soci.

Giornata di Studio

Armi semiautomatiche a cavallo della prima guerra mondiale. Prototipi ed esperienze

Domenica 1° ottobre 2017 si è svolto, presso il Museo del Risorgimento e della Resistenza a Vicenza, l'incontro dedicato alla storia delle armi semiautomatiche, con particolare riferimento al periodo della 1^ guerra mondiale. La giornata, organizzata dall'Associazione Il Morione in collaborazione con il Museo del Risorgimento e della Resistenza che ringraziamo per la grande disponibilità e la collaborazione nell'organizzazione della giornata, ha riscosso grande interesse ed ha visto una nutrita e attenta partecipazione. Ad aprire i lavori  è stato il noto ex giudice Edoardo Mori con il suo intervento "I primi passi delle pistole semiautomatiche", una carrellata  su prototipi ed esperienze riguardanti le armi corte a cavallo tra l'800 e l'inizio del secolo scorso. La mattinata è proseguita con l'intervento di Ruggero Pettinelli, una dettagliata e documentatata presentazione dello studio su "Il primo semiautomatico italiano".
I lavori sono poi ripresi nel pomeriggio con la interessante illustrazione di Alessandro Bison riguardante  "La vicenda del fucile automatico sperimentale Genovesi" .
La giornata si è conclusa con  la presentazione del libro "Tracce della guerra alpina tra i ghiacci dell'Ortles e dell'Adamello" che, a 100 anni dall'inizio della Grande Guerra, accanto alla descrizione dei luoghi e degli avvenimenti bellici, illustra il grande patrimonio di testimonianze emerso con il ritiro dei ghiacci nei luoghi della "guerra bianca" e che, con la consapevolezza che i mutamenti climatici e le rapide trasformazioni del terreno glaciale in alta montagna cancelleranno presto anche le ultime tracce di quella tragica guerra, sottolinea le problematiche del recupero e della loro conservazione.

Il Morione presenta un libro

Domenica 23 ottobre 2016 presso la Sala Conferenze del Museo Storico della Terza Armata di Padova 

si è tenuta la presentazione del libro “LE ARMATE DEL 1859„ Uomini, mezzi, apparati bellici - Logistica e armamenti - Uniformi.  E' intervenuto il Ricercatore Storico e Autore Bruno Dotto.
In questo secondo volume della collana storica progetto59 sono analiticamente trattati tutti i mezzi impiegati nel corso della campagna militare del 1859 in Italia (seconda guerra del Risorgimento), descritti gli spostamenti delle truppe che si scontrarono nelle sanguinose giornate di Magenta e Solferino, descritte tutte le armi individuali e le artiglierie. Sono inoltre illustrate le uniformi di campagna e le forme di arruolamento in vigore a metà Ottocento nei tre Paesi in guerra. Non mancano alcune descrizioni sugli sviluppi dell'industria bellica dell'epoca.
Il primo volume della collana progetto59, presentato a giugno 2014 presso il Museo del Risorgimento e della Resistenza di Vicenza, è uscito col titolo “Accadde a Solferino – Le battaglie del 24 giugno 1859„ ricostruite sulla base delle fonti archivistiche comparate.


 

Giornata di studio dedicata ai cent'anni dell'entrata dell'Italia nella Grande Guerra

Domenica 14 giugno 2015, al museo del Risorgimento e della Resistenza di Vicenza si è svolto il convegno organizzato dall'Associazione culturale Il Morione, dedicato ai cent'anni dell'entrata dell'Italia nella grande guerra e focalizzato sulle armi corte utilizzate nel conflitto. Alla introduzione di Alessandro Bison, che ha tracciato un ampio quadro sulla funzione dell'arma corta in ambito militare, hanno fatto seguito gli interventi di tre importanti firme dell'editoria specializzata italiana: Adriano Simoni, con il contributo sulla storia delle "ordinanze da fianco" che negli anni a ridosso del conflitto furono camerate per la cartuccia 9 Glisenti "Una cartuccia italiana per tre pistole" Ruggero Pettinelli, con una dettagliata e appassionante dissertazione sul revolver forse più conosciuto e amato dell'epoca, "Il revolver Bodeo 1889 nella prima guerra mondiale", sulla quale il relatore sta per pubblicare un'importante monografia. Loriano Franceschini ha concluso la giornata con  "Behelfpistolen, armi corte di seconda linea dell'impero tedesco" intervento sviluppato su una nutrita presentazione di schede relative ai modelli progettati e adottati nell'ambito in esam. Accanto a qualche esemplare abbastanza familiare ai più abbiamo scoperto pezzi poco conosciuti, dalle soluzioni tecniche e morfologiche spesso bizzarre nella loro originalià, che hanno suscitato un vivo e incuriosito interesse del pubblico la cui attenzione è rimasta ben desta fino al termine della giornata.
A tutti i partecipanti, è stato offerto un biglietto omaggio per la visita in giornata al Museo, struttura che ha fornito indubbiamente una delle cornici più consone al convegno stesso e che dal punto di vista funzionale ha contribuito ampiamente alla riuscita dell'evento, grazie all'interessamento del Conservatore dott. Passarin e all'impegno e alla professionalità di tutto il personale in servizio.

Escursione ai luoghi della battaglia di Solferino e San Martino.

Il 21 maggio 2015 si è svolta, con una guida di eccezione, la visita ai luoghi dove si svolse la battaglia di Solferino e San Martino.
La nostra Associazione gode della fortuna di avere, oltre ad un certo numero di Soci che si prodigano per dar vita e continuità alle varie iniziative, anche alcuni "amici" che collaborano con passione e competenza alle nostre attività. Uno di questi è certamente Bruno Dotto che, oltre ad arricchire i nostri notiziari con frequenti scritti, si è cortesemente reso disponibile per farci da guida nella nostra uscita a Solferino e dintorni, lui -autore fra l’altro del volume “Accadde a Solferino” (2014)- che a studiare e pubblicare sui fatti avvenuti nel 1859 in questi luoghi ci ha passato anni,
Il punto di ritrovo fissato è a Medole, dove siamo stati accolti dal Sindaco Ruzzenenti e dal Presidente dell'Associazione ProLoco che cura e gestisce le iniziative culturali nella Torre civica. Qui abbiamo visitato la mostra  "LA GRANDE GUERRA nelle immagini d'epoca e nelle parole d'oggi" e abbiamo potuto apprezzare l'eccellente restauro della struttura che ha restituito un suggestivo ambiente  dagli spazi ampi e luminosi, molto adatto  ad ospitare mostre e rassegne iconografiche.
Poi una breve sosta alla roggia di Medole: qui Dotto ci ha guidato con la fantasia all'epoca del combattimento, descrivendo com'era allora questo luogo, dove, nella calca e concitazione della battaglia, molti soldati trovarono la morte annegando nella roggia.
Dopo una breve visita alla chiesetta di San Vito di Medole, eretta in memoria dei caduti francesi, ci si è spostati verso Rebecco, accompagnati dal Sindaco. Una lunga sosta è stata  dedicata al sito dove sorge la chiesa la cui torre venne utilizzata come osservatorio. Ancora Dotto ci ha rievocato la situazione dei campi di battaglia circostanti la chiesa, allora ricchi di gelsi, soffermandosi sulla disposizione degli schieramenti e sui movimenti delle truppe.
Alle tredici partenza per Solferino, dove siamo stati accolti da Luigi Lonardi, già Sindaco del paese e Presidente dell'Associazione Colline Moreniche, che ci ha guidato alla visita della torre con cupola. Percorriamo poi a piedi il breve tragitto in discesa che conduce alla locanda di Pozzo Catena, dove possiamo consumare un delizioso spuntino (anzi,qualcosa in più!) basato su specialità locali, mentre Lonardi ci ha intrattenuti simpaticamente con aneddoti di storia locale, arrivando fino alla questione del luogo preciso di origine di Virgilio.
La giornata riprende, accompagnato ahimé dalla pioggia, al Santuario dellaMadonna della Scoperta, luogo veramente suggestivo al di là del riferimento al tema storico della nostra visita (la chiesa venne usata come ricovero per i feriti, mentre le immediate vicinanze furono teatro dello scontro tra Piemontesi e Austriaci).
La tappa finale della nostra escursione ci porta verso nord, all'ossario di San Martino dove riposano oltre 7000 caduti. Una breve passeggiata lungo i viali che portano al parcheggio antistante la torre-museo, le ultime foto di gruppo e ci accomiatiamo ringraziando la nostra guida.

Le nostre Gite culturali - Escursione al Monte Zebio

Sabato 6 settembre 2014 si è svolta l'escursione sull'altopiano di Asiago per la visita al progetto di recupero del Museo all'aperto del Monte Zebio con la presenza di molte testimonianze sia italiane sia austro-ungariche 
Il punto di ritrovo è l'aeroporto di Asiago. Da qui in automobile in una ventina di minuti si raggiunge la Malga a quota 1620 m. Il sole l'abbiamo lasciato alle nostre spalle e il cielo è coperto ma non minaccia pioggia. Ci si inerpica lungo il prato di fronte alla malga sul sentiero che porta in direzione dell Rifugio Stadler. Superata una conca sulla quale ancora si notano gli avvallamenti prodotti dalle esplosioni, sul cocuzzolo di fronte a noi si scorge il monumento ai caduti dello Scalambron, tristemente famoso per la vicenda della mina realizzata dagli italiani sotto lo sperone della Lunetta, che scoppiò intempestivamente, forse a causa di un fulmine, provocando la deflagrazione della contromina austriaca. Nell'esplosione persero la vita 120 soldati italiani e più di quaranta ufficiali della brigata Catania che in quel momento stavano osservando dalla Lunetta le posizioni austriache in previsione della imminente Battaglia dell'Ortigara.  Una breve sosta poi si scende verso il Forte che dall'alto del monte Zebio, grazie alla sua posizione centrale rispetto i campi di battaglia, svolse un ruolo importante di caposaldo di resistenza austro-ungarica sulla via che collegava la Val d'Assa all'Ortigara. Qui gli austro-ungarici si attestarono dopo il fallimento della Strafexpedition e costruirono un formidabile sistema di fortificazioni dissimulate nel terreno, con trincee rinforzate in calcestruzzo e profonde caverne, difese da più linee di reticolati e cavalli di Frisia. La postazione in prima linea e il forte di monte Zebio furono attaccati più volte nel corso dell'estate del 1916 dalle truppe italiane, ma senza successo. Dal luglio 1916 fino al 10 giugno 1917, inizio della battaglia dell'Ortigara, l'esercito italiano tentò innumerevoli volte di conquistare la cima dello Zebio, senza mai riuscire a superare la strenua resistenza degli imperiali, anche qui avvantaggiati dalla posizione dominante. Trovarsi nel teatro del campo di battaglia fa percepire il coraggio dei soldati italiani che allo scoperto si lanciarono ripetutamente all'attacco inerpicandosi verso una linea di difesa inespugnabile, un’altura trasformata in un vero e proprio fortilizio difeso dalle postazioni delle mitragliatrici austriache.

Le nostre Gite culturali - Escursione sul Monte Piana

“A un passo dal cielo", così abbiamo intitolato l'escursione al Monte Piana, teatro di battaglia della Grande Guerra.

Puntuali ci siamo trovati nel punto di raccolta convenuto al lago di Misurina. La giornata si presentava splendida sia per il clima sia per limpidità.
Due jeep shuttle da dieci posti sono servite per farci giungere al rifugio intitolato al maggiore Angelo Buosi, eroico comandante del settore italiano di Monte Piana. Affascìnati dal panorama che si estendeva per 360 gradi attorno a noi, riconoscendo montagne famose al mondo come le Tre Cime di Lavaredo, il Monte Paternò, il Monte Cristallo, ci siamo immediamente incamminati seguendo il percorso delle trincee italiane.

Gallerie, postazioni militari ed altri manufatti storici riportati alla luce dai volontari “Amici delle Dolomiti” e “Gruppo Volontari Amici del Piana” ci hanno dato testimonianza in quale situazione si sono combattuti per quasi tre anni soldati austriaci e italiani.









Il Morione presenta un libro

Nella ricorrenza della battaglia di Solferino e San Martino la nostra Associazione ha organizzato a giugno 2014 presso il Museo del Risorgimento e della Resistenza di Vicenza la presentazione del libro di Bruno Dotto "ACCADDE A SOLFERINO" - Le battaglie del 24 giugno 1859 ricostruite sulla base delle fonti archivistiche comparate.
L’Autore, di cui abbiamo già potuto apprezzare alcuni brevi ma succosi saggi di storia militare sul nostro Notiziario, con il poderoso volume che viene ora portato all’attenzione degli appassionati della materia e di tutti coloro che amano la Storia corona decenni di ricerca approfondita su documenti inediti negli archivi militari e di Stato austriaci, francesi e sabaudi, offrendoci così un quadro vivo, nuovo e completo, e forse definitivo, del primo importante evento bellico che ha portato all’unità d’Italia.

 

Giornata di Studio

In collaborazione con il Museo del Risorgimento e Resistenza di Vicenza si è svolta la Giornata di Studio:

IL ’91: UN FUCILE TRA LEGGENDA E REALTÀ

Il fucile modello 1891, conosciuto anche come Mannlicher Carcano, sicuramente rappresenta, per i cultori di oplologia e di storia militare, uno degli oggetti-simbolo di più di 60 anni della storia italiana. In varie versioni, che comunque non hanno alterato sostanzialmente il progetto-base (tanto che la sua fisionomia risulta inconfondibile), è stato infatti imbracciato da almeno due generazioni di Italiani (e non solo), talvolta anche schierati su opposti fronti - come in occasione del travagliato e doloroso periodo che seguì l’8 settembre -, fino a trascendere la nostra storia patria e assurgere a una tardiva e tragica notorietà mediatica quale strumento dell’assassinio del presidente Kennedy.
L’Associazione IL MORIONE vuole tributare un omaggio, non scevro tuttavia da un tentativo di indagine critica e approfondimento storico-tecnico, a tale “monumento” della produzione armiera italiana, affidandosi agli interventi di vari relatori, tra cui alcuni studiosi che non hanno bisogno di presentazione in ambito oplologico, essendo autori di pubblicazioni conosciute e apprezzate da tutti gli “addetti ai lavori”. Saranno trattati anche temi particolari e inediti, in modo da fornire un ulteriore tassello alla conoscenza di un argomento su cui si è già molto scritto e discusso, anche con pareri contrastanti e tesi controverse.
L'evento ha fatto registrare una importante partecipazione e un forte coinvolgimento dei partecipanti.
Al Museo del Risorgimento e Resistenza di Vicenza va il nostro ringraziamento per l'ospitalità e la collaborazione che ha contribuito al grande successo dell'evento.

Giornata di studio sul '91

A introduzione di queste poche righe di resoconto sull'evento in questione, mi sia consentita una riflessione -per così dire- "autobiografica": nella mia carriera prima di studente universitario, più tardi di operatore in istituzioni culturali, purtroppo mi è capitato spesso di collaborare o assistere a convegni in cui i relatori erano quasi gli unici spettatori di se stessi, oppure erano seguiti da uno sparuto gruppo di astanti, per lo più obbligati da vincoli di dipendenza o parentela con i medesimi relatori.

Non è stato certo questo il caso della giornata di studio promossa dalla nostra Associazione, intitolata Il '91, un fucile tra leggenda e realtà, che l'auditorium del Museo del Risorgimento e della Resistenza di Vicenza ha ospitato domenica 9 giugno: anche se l'ampia cavea della sala non era completamente piena, il colpo d'occhio di una cinquantina di persone che seguivano con interesse e partecipazione le relazioni che hanno occupato la mattinata ha pienamente ricompensato tutti coloro che si sono dati da fare per la riuscita dell'evento.

ln effetti il direttivo dell' Associazione si era posto il dilemma sull'opportunità o meno di investire risorse umane e finanziarie in un'iniziativa che, non avendo precedenti, almeno negli ultimi anni, presentava molte incognite sul gradimento che avrebbe incontrato. Il coraggio è stato invece premiato, grazie anche alla campagna informativa attivata e per merito aggiunto della preziosa collaborazione offerta in tal senso dalle riviste del settore e dai siti web abitualmente frequentati dagli appassionati di oplologia.

 

La battaglia di Lepanto

All'alba del 7 ottobre 1571 aveva inizio nelle acque di Lepanto, sulla costa ionica di fronte al Peloponneso  e non distante da Corfù, una delle più grandi battaglie navali della storia, un esempio di solidarietà internazionale e Cristiana di fronte al comune pericolo.

Questo incontro culturale, grazie alla presenza di due relatori particolarmente qualificati per formazione e studi specifici sull’argomento, offre l’occasione di un ulteriore approfondimento anche da visuali originali su questo avvenimento di cui già molto si è trattato e scritto.

NICCOLO’ CAPPONI

È nato e vive a Firenze, dove insegna presso istituti universitari statunitensi. Dopo aver conseguito il dottorato di ricerca in Storia Militare presso l’Università di Padova, si è dedicato alla ricerca libera, pubblicando articoli e libri in inglese e in italiano. Tra le sue monografie italiane: Lepanto, 1571 (Il Saggiatore, 2008), La battaglia di Anghiari (Il Saggiatore, 2011) e Il principe inesistente: La vita ed i tempi di Machiavelli (Il Saggiatore, 2012).

MARCO MORIN

Già Capitano dell’Aeronautica Militare, dopo essersi addottorato negli Stati Uniti, si è specializzato nelle scienze balistiche, operando sul campo in importanti indagini e tenendo corsi universitari avanzati sia in Italia sia in Gran Bretagna.

Ha eseguito approfondite ricerche archivistiche sulla storia militare e sulla produzione armiera della Repubblica di Venezia, città dove vive e opera. È autore di numerose pubblicazioni sulla storia delle armi, conosciute ed apprezzate da studiosi e collezionisti, spaziando dall’età medioevale fino ai nostri giorni.