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Luoghi e personaggi

Numerosi iscritti e amici dell'Associazione collaborano attivamente alla vita sociale con articoli, pubblicazioni, ricerche e scritti monografici che a volte compendiano anche lunghi studi approfonditi, oltre ad esperienze su temi particolari o in luoghi lontani. 
In questa sezione diamo spazio ad alcune di queste, per gentile concessione dei rispettivi autori.

Due illustri gentiluomini a confronto

La Campagna del 1809 in Italia.

L'Austrìa e l'esercito imperiale nel contesto storico del 1809.

Dopo le gravi sconfitte subite su tutti i campi di battaglia europei ad opera della Francia, che da rivoluzionaria era diventata imperiale nel 1805, l'imperatore Francesco I d'Austria, fermamente deciso a liquidare una volta per tutte quell'irriducibile avversario che era diventato Napoleone Bonaparte (ora Napoleone I imperatore dei Francesi), aveva trasformato il suo vasto impero in uno sterminato campo trincerato dove la popolazione tutta era stata chiamata a stringersi attomo al proprio sovrano (che lo stesso Napoleone aveva obbligato a deporre il titolo arcaico di imperatore del sacro romano impero e rinunciare al nome di Francesco II).
Le grandi vittorie francesi del 1805, culminate con il trionfo di Austerlitz, in cui il genio militare napoleonico raggiunse la sua massima espressione, erano costate all'imperatore d'Austria vaste porzioni del territorio avito, tra cui la fedele terra tirolese, culla stessa delle tradizioni etniche e simbolo del carattere nazionale austriaco.
Con la firma del trattato di Presburgo del 1805, in seguito al quale il Tirolo passava al napoleonico Regno di Baviera mentre gli ex territori della vecchia Repubblica Veneta venivano inglobati in quel Regno d'Italia di cui era viceré Eugenio di Beauharnais, figlioccio del Bonaparte il quale volle mantenere per sé la corona reale.
I confini meridionali del ridotto impero d'Austria ora correvano lungo il Salisburghese, la Carinzia e la Carniola, essendo Istria e Dalmazia ormai parte integrante del nuovo Regno d'Italia, erede della Repubblica Cisalpina, di cui il centro vitale restava il Milanese. A questi Stati si erano aggiunti la Romagna e gli antichi Ducati, sottratti con la forza delle armi all'influenza asburgica.
Nonostante le diffcoltà economiche in cui versava la monarchia austriaca dopo la fallimentare campagna del 1805, lo sforzo finanziario impiegato per ricostituire le armate sconfitte era stato enorme.
Nuove le armi, nuovi i regolamenti tattici, nuove le uniformi, nuova la milizia regionale, persino codino e parrucche erano stati aboliti nell'esercito imperiale (solo ai generali non era stato imposto il nuovo regolamento) grazie alle riforme del generale Mack e soprattutto alle cure assidue che aveva dedicato alle truppe l'Arciduca...

(Articolo di B. Dotto)